L’Ernia del Disco nel cane

Cos’è l’Ernia del Disco nel cane

è la dislocazione del disco intervertebrale (iv) o di una sua parte al di fuori della sua sede.
Il disco intervertebrale è una struttura fibrocartilaginea posta tra due vertebre adiacenti; agisce come un cuscinetto elastico che oltre a permettere i movimenti della colonna vertebrale, ha la funzione di sopportare e ammortizzare le forze compressive che agiscono su di essa.
è formato da due strutture:
– anello fibroso esterno
– nucleo polposo interno (sostanza gelatinosa che conferisce al disco le sue proprietà elastiche)

I soggetti più a rischio

Alla base dell’ernia c’è la degenerazione del disco intervertebrale che perde le sue caratteristiche di elasticità e può rompersi e fuoriuscire in parte o completamente verso il canale vertebrale causando compressione e contusione del midollo spinale.
Convenzionalmente si parla di estrusione nelle razze canine definite condrodistrofiche (bassotto, shi-tzu, pechinese, maltese, beagle), nelle quali il nucleo polposo degenera (degenerazione condroide), perde la sua componente idrica, ed estrude nel canale vertebrale in modo improvviso e violento provocando la compressione del midollo spinale, con un esordio generalmente acuto della sintomatologia.
Seppur le estrusioni siano tipiche dei soggetti condrodistrofici possono manifestarsi anche in altre razze di cani e nei meticci. Con il termine di protrusione ci si riferisce invece a un fenomeno di degenerazione dell’intero disco, che si sposta dalla sua sede e protrudendo nel canale vertebrale comprime il midollo .Questo tipo di patologia è più tipica di soggetti di media-grossa taglia (pastore tedesco, husky, boxer) e generalmente ha un andamento di tipo cronico.

La sintomatologia è determinata dalla compressione del midollo spinale e dipende dalla gravità e dalla sede della lesione.
I sintomi possono essere estremamente variabili e andare dalla riluttanza al movimento e a fare le scale, dolore (a volte l’animale si lamenta al solo tentativo di avvicinarsi), cifosi ( incurvamento verso l’alto della schiena), incoordinazione fino alla paralisi parziale o completa degli arti.

Importante!

I pazienti con ernia del disco spesso si presentano con addome teso e dolente mimando una sintomatologia di tipo colico (simile a un “mal di pancia”). Si tratta invece di un fenomeno di dolore riferito. In questi casi, soprattutto nelle razze considerate a rischio, è sempre bene sospettare una patologia del disco intervertebrale.
Nel caso si manifestino i sintomi sopra descritti, anche se di lieve entità, è importante non sottovalutarli e non esitare a contattare il proprio veterinario; si tratta infatti di una patologia dinamica che può degenerare anche improvvisamente. Per questo già alle prime avvisaglie è opportuno che il paziente venga sottoposto ad approfondimenti diagnostici.

È importante stabilire un iter diagnostico adeguato al fine di impostare il trattamento più indicato.
Il protocollo diagnostico prevede:
– visita neurologica
– esami complementari
– radiografie
– risonanza magnetica e/o tomografia computerizzata

Importante!

Anche in presenza di una sintomatologia di lieve entità la compressione può essere notevole indirizzando verso un terapia chirurgica decompressiva immediata.

 

Medica:
la terapia conservativa prevede un periodo di riposo assoluto associato o meno a una terapia farmacologica. Perché la terapia conservativa abbia successo è fondamentale la collaborazione del proprietario nel limitare il più possibile l’attività fisica del paziente (vedi oltre “riposo assoluto”)

Chirurgica: 
in caso di grave compressione midollare la terapia d’elezione è la decompressione chirurgica

 
Dopo l’intervento chirurgico

Una volta dimesso il paziente dovrà essere sottoposto a un periodo di riposo assoluto di almeno 30 giorni (salvo diversa indicazione ). Come già accennato riferendosi alla terapia conservativa, anche in questo caso il ruolo del proprietario ha un’importanza fondamentale per il buon esito del trattamento. Durante tale periodo di convalescenza il paziente andrà tenuto in un ambiente il più possibile confinato (un gabbione, un recinto o un box), al fine di evitare qualsiasi movimento eccessivo e dannoso.
Le uscite andranno condotte esclusivamente al guinzaglio (oppure se necessario “in braccio”) e per un tempo limitato; evitare le scale sia in salita che in discesa, evitare che il paziente possa salire e scendere da piani rialzati (letti, divani….).
Se in casa ci sono altri animali, è consigliabile tenerli in ambienti separati almeno nelle prime fasi della convalescenza.

Importante!

Dopo l’intervento chirurgico, e al di la del periodo di riposo assoluto di cui si è parlato, il paziente va considerato “convalescente” per almeno due mesi in cui l’attività fisica deve essere comunque in parte limitata.

Controllo dell’urinazione

Spesso la paralisi degli arti posteriori è associata a paralisi della vescica che rende il paziente incapace di urinare spontaneamente; tale condizione può perpetuarsi anche nelle prime fasi del post-operatorio. in questo caso è fondamentale garantire lo svuotamento della vescica almeno una volta nelle 24 ore tramite compressione manuale o cateterismo.
Il proprietario dovrà prestare la massima attenzione a questo aspetto, e in caso di necessità rivolgersi alla clinica o al veterinario curante.

Altre indicazioni da seguire dopo le dimissioni
  1. Il paziente è stato sottoposto a un intervento chirurgico in anestesia generale, quindi, una volta dimesso andrà tenuto in un ambiente tranquillo e confortevole e ad una temperatura adatta alla stagione in corso (non troppo freddo in inverno e non troppo caldo in estate)
  2. somministrare le terapie nei modi e nei tempi illustrati al momento delle dimissioni (per qualsiasi dubbio contattare la clinica negli orari indicati al fine di ottenere i chiarimenti necessari)
  3. la ferita chirurgica è protetta da un apposito cerotto, che andrebbe preferibilmente rimosso dopo circa 3-4 giorni ; si procederà alla rimozione dei punti trascorsi almeno 10-15 gg dall’intervento.
  4. controllare che la ferita rimanga sempre pulita e che non si sviluppino gonfiori anomali o arrossamenti eccessivi. In tal caso contattare la clinica e se non è possibile il proprio veterinario curante
  5. nel caso dovesse insorgere qualsiasi complicanza o qualsiasi peggioramento delle condizioni del paziente si consiglia di contattare la clinica negli orari indicati o al di fuori di tali orari, di contattare il veterinario curante o la struttura di pronto soccorso di riferimento
  6. si prega di tenere informati i medici sull’evoluzione delle condizioni del paziente, e di effettuare i controlli clinici richiesti