Epilessia nel cane e nel gatto

Cos’è l’Epilessia nel cane e nel gatto

L’epilessia è una sindrome neurologica caratterizzata da crisi improvvise e ricorrenti (crisi epilettiche o crisi convulsive). Le crisi epilettiche o convulsive, sono provocate da un’attività elettrica anomala della corteccia cerebrale, se ne distinguono generalmente due tipi:

Focali:
l’attività anomala che scatena la crisi è limitata a un’area circoscritta della corteccia cerebrale. Possono manifestarsi con una grande varietà di sintomi come spasmi della muscolatura facciale o degli arti, comportamenti anomali.

Generalizzate:
l’attività anomala che scatena la crisi coinvolge l’intera corteccia cerebrale. Generalmente si manifestano con perdita dello stato di coscienza, convulsioni, perdita di saliva, feci e urine.

Alla base delle crisi convulsive possono esserci diverse cause:

  • presenza di una lesione strutturale del cervello (traumi, malformazioni, tumori, eventi di natura vascolare)
  • alterazioni metaboliche che causano il malfunzionamento del cervello (ipoglicemia, insufficienza epatica….)
  • non si evidenzia nessuna delle cause sopracitate, e le crisi originano “solo” da un’attività anomala delle cellule cerebrali. In questo ultimo caso si parla di Epilessia Primaria o Epilessia Idiopatica.

Per poter stabilire il trattamento più adeguato delle crisi convulsive occorre individuarne la causa attraverso un adeguato iter diagnostico, che prevede:

  • Visita Neurologica
  • Esami Ematologici
  • Risonanza Magnetica
  • Esame Liquido Cefalo-Rachidiano
  • Elettroencefalogramma

Una volta indagata la causa delle crisi convulsive il medico potrà impostare la terapia più adeguata, in particolare se è stata individuata una lesione strutturale o un’alterazione metabolica, per risolvere le crisi andranno trattate le cause sottostanti, mentre nel caso di un’Epilessia Primaria o Idiopatica, andrà stabilito un Protocollo Terapeutico. Scopo della terapia antiepilettica è quello di garantire al paziente una qualità e un’aspettativa di vita il più normali possibile.

Obiettivi della terapia

– diminuire il numero, la frequenza, l’intensità e la durata delle crisi
– accorciare il periodo di recupero dopo la crisi

Importante!
  1. In base alla reazione soggettiva del paziente e al tipo di terapia può essere necessario un periodo di “adattamento” affinché il farmaco raggiunga l’effetto desiderato e in cui potrebbero manifestarsi degli effetti indesiderati (sonnolenza, difficoltà nei movimenti…..).
  2. Una volta impostato il piano terapeutico diventerà fondamentale instaurare un rapporto di stretta collaborazione con il medico curante, attraverso aggiornamenti telefonici e visite di controllo, in modo che l’andamento del trattamento possa essere costantemente monitorato. A questo proposito può essere estremamente utile tenere un “diario delle crisi”
  3. Alcuni farmaci manifestano la loro efficacia quando la loro concentrazione nel sangue è all’interno di un determinato range terapeutico, per questo occorrerà sottoporre il paziente a dei periodici esami del sangue.
  1. Il paziente epilettico deve seguire uno stile di vita il più possibile regolare al fine di limitare i fattori stressanti che possono favorire le crisi
  2. è di fondamentale importanza seguire con attenzione le prescrizioni del medico e in particolare rispettare sempre i modi e i tempi di somministrazione dei farmaci
  3. Non si deve mai variare, diminuire o interrompere la terapia senza aver prima consultato il medico curante
  4. Alcuni farmaci antiepilettici possono indurre un aumento della fame, quindi è importante controllare la dieta ed evitare aumenti di peso che renderebbero inadeguati i dosaggi impostati

In caso di crisi convulsiva

  1. Non farsi prendere dal panico e ricordare che una singola crisi convulsiva molto raramente può essere causa di morte.
  2. Anche se è un comportamento istintivo, è altamente sconsigliabile toccare o accarezzare il paziente durante la crisi, infatti non solo non serve a fermarla, ma si può rischiare di subire morsi o graffi involontari
  3. Non cercare di estrarre la lingua o di mettere le mani in bocca al paziente perché può essere estremamente pericoloso
  4. La crisi va lasciata finire spontaneamente
  5. Al termine della crisi possono manifestarsi disorientamento, sete e/o appetito eccessivi, cecità, debolezza; durante questa fase che può durare da alcuni minuti ad alcune ore, bisogna tenere il paziente in un ambiente tranquillo evitando stimoli eccessivi
  6. Se le crisi si susseguono in modo troppo ravvicinato (non più di 30 min tra l’una e l’altra) e in un arco di tempo ridotto o l’attività convulsiva dura per 30 o più minuti è opportuno recarsi rapidamente in un pronto soccorso veterinario per una terapia d’emergenza.

Un cane epilettico può fare una vita normale.
VERO.
Se sottoposto a una terapia adeguata che tenga sotto controllo frequenza e durata delle crisi il paziente epilettico può avere un’ottima qualità della vita.

L’epilessia è una malattia difficile da controllare.
FALSO
L’epilessia primaria o idiopatica è una malattia che può essere gestita e controllata se il paziente è trattato rapidamente e seguito costantemente.

Occorre aspettare che si manifestino più crisi convulsive prima di intraprendere una terapia antiepilettica.
FALSO
Più il trattamento è rapido maggiori sono le possibilità di ottenere dei risultati soddisfacenti nel controllo delle crisi

Durante la crisi convulsiva il paziente rischia di venire soffocato dalla sua stessa lingua
FALSO
Per un cane o un gatto è impossibile rimanere soffocati dalla propria lingua (al massimo questa si contrae in fondo alla gola). E’ quindi inutile cercare di estrarla dalla bocca e si rischia solo di farsi mordere.